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Il corallo che cosa è

Il corallo o più propriamente i coralli sono un insieme di piccoli esemplari, i polipi, che si raggruppano fra di loro formando le colonie. Questi piccoli polipi con le loro secrezioni di calcare fondendosi e stratificandosi formano alla base del proprio corpo uno scheletro di carbonato di calcio. Lo scheletro calcareo, durissimo è molto ricercato come materiale per la costruzione di gioielli.

Habitat del corallo

La più grande estensione di corallo al mondo si trova in Australia ed è la famosa Grande Barriera Corallina. Nel Mar Mediterraneo si trova il Corallium rubrum, il corallo rosso che è utilizzato per la creazione di gioielli quali collane, bracciali e per la realizzazione di opere d’arte. Tra i coralli del Mediterraneo più pregiati da menzionare il corallo di Alghero, noto soprattutto per la qualità e per il suo bel colore rosso. Famoso anche il corallo di Sciacca, di dimensioni ridotte con un bel colore che va dal rosso-arancione al rosa salmone intenso fino al rosa pallido. Ed un cenno particolare merita la città di Torre del Greco considerata il più importante centro mondiale per la lavorazione del corallo.

Storia del corallo

Diverse sono le interpretazioni circa l’origine del suo nome. Secondo alcuni si pensa derivi dai due termini greci quali koraillon il  cui significato è quello di scheletro duro o kura-kalos, cioè forma umana. Secondo altri si fa risalire al termine ebraico goral, il nome usato per le pietre per gli oracoli in Asia Minore, Palestina e Mediterraneo. Conosciuto e pescato nel Mediterraneo fin dai tempi antichi si hanno notizie di gioielli che risalgono a 4000 anni a.C. In Cina fece la sua comparsa intorno all’anno 1000 ed era usato per costruire manufatti di pregio. In Europa era utilizzato per costruire oggetti di moda. La sua massima espressione nella lavorazione del corallo si manifestò intorno al 1700 che vide proprio la città di Torre del Greco il maggiore centro di produzione e lavorazione del corallo.

Raccolta e lavorazione

Un tempo la raccolta dei coralli avveniva tramite uno strumento chiamato ingegno formato da due bastoni incrociati a cui erano attaccate due vecchie reti di canapa. Questo arnese era poi trascinato sulle pareti rocciose dove si trovavano i coralli e i rametti, una volta spezzati, si impigliavano nelle reti. Questo tipo di pesca non è più utilizzato e il corallo viene raccolto  da corallari subacquei regolarmente autorizzati con licenza rilasciata dalla regione di appartenenza. La lavorazione del corallo si divide in diverse fasi. Dopo l’ eliminazione della parte esterna del rivestimento, il cenosarco, si provvede alla pulizia, al taglio e infine alla lavorazione e lucidatura.

Leggende e simbologia

Il corallo è legato a leggende e diversi sono i poteri attribuitogli. Secondo una leggenda greca la creazione del corallo è legata al sangue di Medusa, una figura mitologica che aveva il potere di pietrificare chiunque la guardasse. Il compito di decapitare Medusa, una delle tre Gorgoni e unica mortale delle tre sorelle, fu affidato all’eroe Perseo che, protetto dagli dei e armato di scudo e di una spada di diamante si recò alla dimora di Medusa, un mostro con le ali e una capigliatura fatta di serpenti, e la decapitò. Il suo sangue finì a mare trasformando i ramoscelli delle piante marine in coralli. In tempi passati si credeva che liberasse gli uomini da incantesimi e malefici. I Romani usavano mettere un rametto attorno al collo dei loro figli come portafortuna, significato simbolico si è tramandato fino ad oggi.